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  • Publicado : 5 de março de 2013
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Gesù era un grande comunicatore e usava i mezzi a disposizione allora, per comunicare, per parlare del Padre. Uno dei mezzi, naturale, che Egli usava era la sua voce. Predicava, e da come si intuisce dal Vangelo, lo faceva in modo che le persone potessero ascoltare e comprendere. Immaginiamo per esempio, la moltitudine, che era presente, cosi come raccontano i Vangeli, durante la predicazionedelle beatitudini! “Beati, beati beati … (Mt 5, 3-12). Se Gesu non sapeva comunicare non veniva nemmeno ascoltato e tanto meno seguito.



Un giorno un ateo che si era appena convertito, entrando in una chiesa per la messa, ha notato che il microfono in chiesa non funzionava bene ed ha osservato le luci in chiesa la chiesa buia e quel ambiente triste sembrava che erano in un funerale, dopo lamessa va in sacrestia dal parroco: ascolti reverendo, ma la Santa messa non è un banchetto una festa con Gesù? L’ultima cena era una festa, come mi questa tristezza qui in Chiesa, i microfoni non funzione la chiesa mezza buia ecc, come riesce a comunicare con un microfono che non funziona bene? A passare aria di festa con tanta serietà nel viso e nelle parole? Gesù era un grande comunicatore e usavai mezzzi a disposizione allora, come la voce naturale per predicare, e da come si intuisce dal Vangelo, gridava perche le persone potessero ascoltare. Immagininiamo la moltituine che era presente, cosi come raccontano i Vangeli durante la predicazione delle beatitudini! Se Gesu non sapeva comunicare non veniva nemmeno ascoltato e tanto meno seguito. Aveva ragione quell’ateo per la messa è ilSanto sacrificio, ma è anche n momento solenne di festa e di comunicazione. Comunicazione della parola di Dio, non sapere comunicare, o non riflettere prima ciò che si comunica e la sua importanza, il risultato non puo essere positivo. Questo e serio.

Il vangelo, e una notizia gioiosa, la Santa messa una realtà cosi solenne, ma le persone si allontanano dalla chiesa, dalla fede, dalla messa, noisacerdoti abbiamo i ldovere di domandarci perche. Spesso nel Vangelo leggiamo che Gesù è sempre presente nelle feste, nei banchetti, nelle case delle persone a mangiare insieme e dunque a comemorare. Insieme all’esperienza del sacrificio, el digiuno e della preghiera c’era, Egli davan importanza anche alla relazione umana, alle espressioni gioiose che fanno parte dell vivere quotidiano. Dunque lavita i gesu non era solo sacrificio digiuno e preghiera, essi facevano parte della sua vita e insegnava ai discepoli il loro valore ma vi si fermava li.

L’ultimo momento insieme con i discepoli è stato vissuto in contesto di festa. Il sacerdote durante la messa invita i presenti alla cena: “Prendete e mangiate”, Beati, felici, gli invitati alla cena”. Beati, felici, questo è il contesto peravvicinarsi al banchetto, alla cena per mangiare il corpo di Cristo, alimento per essere uniti a lui. L’espressione di tristezza che si nota nelle persone mentre vengono invitati al bancheto non corrisponde all’invito, e bisogna riscattare questo significato profondo della festa nella Santa messa.

Qui l’importanza delle parole e la coerenza con cio che recitiamo dall’altare. Spesso il tono dellavoce del sacerdote non è accordata con il contesto, non hanno la stessa cornice la realtà presente, il clima di banchetto, di cena, con il nostro invito. Per una festa si si va perchee essa ha la caratteristica della gioia.

n molti momenti della sua vita,

è estremamente necessario fare in modo che nella liturgia le persone entrino nel contesto di ciò che celebriamo si celebra e cosi pianopiano si dimentica il significato vero di cio che si celbra. Esiste tutta una bellezza nella liturgia, una sua poesia e musicalità che vanno riscoperte. Le preghiere eucaristiche sono cosi belle e hanno una loro musicalità che va ridatta la sua giusta importanza e il suo giusto significato, piuttosto che ridurli a lettura di un testo morto e datato. Il che in realtà è tutto il contrario. Davanti...
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